Primo e Squarta – Qui è Selvaggio

Inserita da il 01 apr 2011

Primo e Squarta tornano con il loro terzo progetto, e non hanno per niente intenzione di abbassare i toni, anzi. Un disco che nasce per essere cantato e gridato dal vivo, e questa non è una novità. I Cor Veleno ci hanno meravigliosamente abituati a perle da ripercorrere live.

Già il live, il loro jolly. Tutto quello che li rende unici, inimitabili. In un era musicale dove oltre che la crisi è facile riscontrare nei dischi una certa ripetitività che spesso fa cadere tanti album e tanti progetti minori nell’oblio, siamo di fronte a un maestro come Squarta. La musica gli scorre dentro. Lui sa sempre quello che fa. E per ogni disco ha un sound. Uno dei migliori producer italiani, che ormai non ha davvero più nulla da invidiare nemmeno ai suoi pari d’oltreoceano.

I suoi beat sono forti, minimali e scandiscono bene la poetica del Primero: ‘Cantano Tutti’ è il primo sublime esempio. Pezzo di lancio, e Street Single azzeccatissimo. Il bene e il male. Le luci dei patinati palcoscenici dei vari talent show, e il buio pesto delle brutture che succedono fuori nel mondo reale. “Quando si poteva fare ancora i conti con le stelle avevo un diamante io un diamante tu, due perle../adesso che giriamo avvelenati peggio di un serpente,/siamo, uno zero io uno zero tu, due merde”.

Uno schiaffo in faccia. Dovremmo svegliarci… Le rime di Primo sono sempre così potenti, non fanno i complimenti: ‘Num me fanno Entrà” sembra prendersi gioco degli scenari ‘In da Club’ tanto comuni nelle disco. Il suono di Primo e Squarta è troppo selvaggio per certi posti, e ce n’è pure per le pischelle bischere: “Macumba Santa”. Ottima prova di ‘Il Grosso’, rapper romano emergente, che ha il pregio e il privilegio di stare alla grande sul pezzo con un mostro sacro del Rap e della musica italiana come Primo.

Spazio per un vero e proprio anthem, ‘Volgare’, davvero esaltante il beat, Ola da stadio e volume sempre più su. ‘In nome del padre’ ci ripropone un Primo che sa ben guardarsi dentro, un rapper completo, che espone in modo chiaro e conciso i proprio concetti e i suoi credo, ma sa far divertire, sa parlare di politica nei suoi pezzi, senza noie, continuando così a farci tenere in alto le mani, ne ‘Il Padrone e il Presidente’.

Maestro dell’intrattenimento con i contro cazzi quando estrae dal suo cilindro ‘SuperCazzola 1,2,3’ e ‘Non te penso, Non te stimo’ , quelle che negli Usa diventerebbero delle Hit, dei pezzi da Mixtape belli pimpanti; so fresh, perché l’mc intrattiene, sa farti saltare e ha pure tanto da dire. ‘Tanti saluti’ chiude in bellezza l’album, che se lo prendi su I-tunes lo paghi solo 5 euro (meglio di un pacco di sigarette), e ti ritrovi un pezzo in più: ‘Cose Cattive’.

Bel disco. L’unico neo forse è la quasi totale assenza di Grandi Numeri, che ritroviamo solo in ‘Vai Via’. Manca il suo genio, e la sua poesia. Certo, i fari sono puntati sul Primero il Gigante. Per Grandi ci sarà il momento. Tempo fa si vociferava di un possibile ‘Grandi più Squarta’. Chissà. Intanto ‘Qui è Selvaggio’ suona fresco e ha tutto per farvi incominciare la primavera nei migliori dei modi. Pompatelo e passate parola.

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