Di seguito le due precisazioni dei rapper.

Militant A:Ieri ricevo un sms amico che mi dice: i Club Dogo hanno fatto un rap in cui ti mandano “affanculo”. Vado ad ascoltare la canzone su Youtube e trovo questo turpiloquio che mi riguarda e che un po’ fa ridere e un po’ mette tristezza. Si chiama “XL Rockit dissing”.
Non me l’aspettavo perché arriva a freddo. Rifletto qualche secondo in silenzio, poi penso che nel mondo del rap la polemica è sale e può diventare crescita collettiva se indirizzata in un verso positivo. Così scrivo queste righe per il movimento.
Dei tre componenti dei Club Dogo, è Gue Pequeno (spalleggiato da Dj Harsh, sedicente promoter di concerti al Leoncavallo), che si prende la briga di offendere in modo diretto ed esplicito me, femministe e giornalisti che si azzardano a criticarli. Il loro problema con me, in particolare, nasce da un articolo apparso sulla rivista “XL” di giugno. Una lunga intervista uscita anche in versione video (richiesta e organizzata dalla loro casa discografica), in cui in veste di “inviato” domandavo loro il perché di alcuni “rumors” che girano nella scena dei centri sociali, in particolare il linguaggio sboccato dei loro testi riguardo le donne spesso definite “troie” e il fatto che il massimo della vita nel loro immaginario è “pippare cocaina”. In tutto l’articolo faccio spiegare liberamente cosa pensano e alla fine mi prendo la libertà di scrivere un paio di righe di mio pugno riguardo il fatto che un rapper, a mio avviso, in quanto comunicatore deve sentire la responsabilità di quello che dice.
“Si è fatto tardi ed è ora di ripartire. Mentre vado non posso non pensare alla piazzetta sopra il centro commerciale vicino a casa mia dove i ragazzi sentono le canzoni dei Club Dogo sui loro cellulari. Convinti di essere ribelli, ma schiavi. Ribelli schiavi. Dei soldi, dei vestiti, dell’idea che rimbalza da tutti i cartelloni e le televisioni che la donna sia una merce come le altre. Schiavi della coca. Schiavi a vita. Io un po’ di responsabilità me la sento, soprattutto per i più deboli e soli. Cioè quasi tutti. Ma spira un vento forte e contrario”. Questo è quanto.
Invece di ringraziarmi per essermi sbattuto a Milano (su loro invito) per incontrarli, dopo 4 mesi di silenzio, all’improvviso, mi ritrovo offeso in pubblico da questi galantuomini. Non è solo un problema di insulti, è che sento aleggiare una sorta di violenza intimidatoria nel loro fare. Che pensare? Che chi entra in un nido di vipere non può che uscirne in qualche modo morso. Certo. E poi? Molti mi dicono di lasciar perdere, ed è quello che farò, ci sono cose più importanti nella vita di queste cazzate. Non risponderò con altre offese, né con imboscate alla Tupac Shakur, né con una riconciliazione per tornare a mangiare anche una volta alla stessa tavola. Ma tengo a precisare un paio di cose.
Il problema è capire da che parte stiamo. La nostra condizione di precari a vita è stressante e bisogna pensare e ripensare sempre a quello che si fa e si dice. Perché possiamo finire in una guerra tra poveri oppure organizzare un sentire comune. A noi tutti la scelta. I Club Dogo dicono che Militant A è di Famiglia Cristiana perché faccio la morale e posso andare a fare in culo, ma la mia unica religione è quella di difendere il debole. E su questo non si transige. Nelle strade del nostro paese è in corso una caccia al diverso che si materializza con teste spaccate, accoltellamenti, incendi di locali omosessuali e di centri sociali. Nessuno può pensare di esserne estraneo nel degrado culturale in corso. La fobia dei Gay, del cazzo nel culo, degli insulti ai froci, passa dai camerati a Papa Ratzinger alle battute dei rapper e legittima mani assassine. E questo per me non passa.
Io combatto il potere nelle sue mille forme odiose. E non sono quello che parla e basta. Se parlo di Carlo Giuliani nei miei concerti è perché stavo davvero a Genova in quei giorni a fianco a lui. Se parlo di comunità che resistono è perché ci vado davvero davanti alla base americana di Vicenza con i No dal Molin, o in Val di Susa a difendere le montagne dal business dell’alta velocità. Se parlo di droghe è perché so che vuol dire diventare tossici da cocaina. E se abbiamo occupato i centri sociali negli anni ’80 (dove tutti i rapper e i gruppi musicali cominciarono ad esibirsi) fu per dire: “No eroina”. Se parlo di chance nella vita la occupo davvero la scuola pubblica per difenderla dai capitali privati.
Questa è la realtà di Assalti Frontali. La nostra vita. Se dovessimo incontrarci su queste strade, cari galantuomini del ‘2000, benvenuti, ci berremo un bicchiere insieme. Altrimenti dimenticate il mio nome. E cercate un altro nemico. Io sto in un altro gioco.
Tratto da Globalproject

Guè Pequeno: Cari amici “rivoluzionari”, ecco la risposta del vostro “schiavo”.
Sono appena tornato dal carcere di San Vittore dove i Club Dogo e altri rapper della Dogo Gang hanno tenuto un live per i detenuti. Così mi metto una stellina anche io…
Nel frattempo il blog di Militant A in cui si offende per essere stato mandato “affareinculo” in un mio rap ha fatto il giro di portali come Indymedia ecc. e ovviamente è stato pubblicato in simultanea sul sito della nostra rivista preferita, XL Di Repubblica.
Andiamo per ordine: mesi fa la nostra “malvagia” casa discografica multinazionale si mette d’accordo con XL (che fino ad allora ci aveva sempre “dissato”) per dare uno spazio al gruppo. La redazione, evidentemente senza gli attributi per voler comprendere da sola l’universo-Dogo, pensa di utilizzare un traduttore, e quindi paga il nostro Militant che si “scomoda” per venire a farci un’intervista (di cui si possono facilmente ascoltare e vedere alcuni estratti digitando su Youtube le parole chiave assalti dogo intervista xl).
La versione pubblicata su carta, però, è ben diversa: la band viene “inquisita”, le sue risposte vengono per la maggior parte omesse e il risultato è un quadretto infernale di un gruppo di drogati, sessisti, destrorsi e soprattutto corruttori di giovani.
Non che ci dispiaccia troppo, del resto la nostra attitudine è un pò maledetta, e per noi è meglio essere finiti con tre pagine su Playboy che avere una recensione come quella che abbiamo letta su XL…
Intendiamoci un cd può piacere o non piacere
e se un giornalista vuole stroncarci , ci sta…
Ma che un traduttore ci metta pure del suo…
Le critiche vengono fatte partire da una serie di demenziali ed ipocriti rumors di alcuni centri sociali anonimi contrariati dai nostri atteggiamenti e dall’abbigliamento firmato: un pò di parte come spunto, forse era il caso di sentire anche altre campane per raccogliere delle informazioni più complete!
Penso che le rime dei Dogo vadano ascoltate e vissute e non semplicemente sentite.
Tutta la merda di cui parliamo è esasperata perchè la realtà italiana odierna lo è.
Siamo controversi perchè il mondo è in contraddizione.
La cocaina è il fumo del 2000.
Ne scorre a fiumi OVUNQUE e anche negli ambienti alternativi…
Dite pure che non vi piacciamo, ma non metteteci in bocca frasi non nostre (gravi), visto che nella famigerata intervista ci vengono attribuite delle rime fasciste sulla strage del Circeo(!!).Cito: “In questo tipo di rap mi sembra ci sia un’assenza completa di responsabilità che riempie la testa di ragazzi di 13 anni. Si può scivolare fino ad evocare il massacro del Circeo( stupro e omicidio compiuto da neofascisti nel ‘75)” . Di cosa stai parlando Militant? non di rime dei Club Dogo!!!!
Abbiamo passato la vita andando a ballare negli squat e iniziato là la nostra carriera artistica, siamo cresciuti fortemente attaccati a certe realtà, e mi fa ridere che una giacca di Gucci o un paio di Nike disorientino e irritino così “l’opposizione”. Tutti quelli che ci conoscono sanno da che parte stiamo,
E di come gestiamo in maniera assolutamente Alternativa la nostra storia e il nostro lavoro. E volutamente non uso il termine che a voi farebbe piacere “Autogestiamo”.
Ho pubblicato sul mio nuovo mixtape (autoprodotto) un pezzo in cui cito in modo agro-dolce il grande Militant e la redazione di XL, un dissing nella più tipica tradizione hip-hop, in cui rappo del fatto che sia assurdo che una rivista alternativa ci faccia la morale (alla fine…it’s only rap ‘n roll), e che la stragrande maggioranza dei miei amici/ascoltatori non conosca minimamente l’intervistatore, con un paio di frecciate su ex musicisti ora giornalisti e su femministe un pò troppo severe.
Nessuna minaccia, aggressione e tono intimidatorio, soltanto un pò di spocchia e arroganza hip-hop, quello che in America chiamano “swagger”.
Trovo davvero meschino, assurdo e fuoriluogo associarci al clima di omofobia(??!!) violenta degli ultimi fatti di cronaca italiana e farci passare per picchiatori e antigay, consigliando tra le righe al Leoncavallo di non chiamarci più a suonare, solo perchè la compilation è assemblata da Dj Harsh, promoter di eventi rap al Leo (probabilmente chi muove le critiche è più ferrato sull’attivismo in Val Di Susa e molto meno su dinamiche classiche dei prodotti hip-hop, come i cd mixati in questo caso).
Il nostro eroe dice di stare dalla parte dei più deboli, ma gli sfugge che nelle nostre liriche ce la siamo sempre presa con i più forti, coi potenti, con i politici, con i corrotti dalla bella faccia, con l’ipocrisia e la finzione del mondo dello spettacolo, e le “troie” sono solo le donne mercificate propagandate per anni dalla tv italiana, non tutte le ragazze.
Quando ho letto su XL “Una donna non può ascoltare i Dogo a meno di dimenticare di essere donna” pensavo di essere su Scherzi A Parte.
La tv-spazzatura, la mala-scuola, e la musica di merda fanno indubbiamente più male a un ragazzino di quanto gli possano fare i Club Dogo, che a quanto pare hanno però l’esclusiva nazionale sulla responsabilità di quel che dicono quando prendono un microfono.
Sono estraneo dall’ idolatria di una certa old school italiana che trovo sopravvalutata, non ho nessuna divinità personale e nessun maestro.
Faccio il rapper, non l’opinionista, nè l’attivista, nè vengo pagato da un giornale per fare traduzioni simultanee.
Da sempre dico quello che voglio quando e come voglio.
Rappo le mie rime davanti a migliaia di ragazzi dal vivo, non le scrivo su un forum come la filastrocca incomprensibile che mi ha dedicato quel dj-macchietta anni ‘80 o su facebook come un altro ex-artista in disgrazia, che mi ha addirittura definito “non hip-hop”, e che dopo essere fallito sotto una major vestito sgargiante su ritmi club con diamanti finti ora si riscopre underground purista e militante.
Ho sempre rispettato umanamente Militant e lo spessore della sua storia passata con gli Assalti, pur non essendone un gran conoscitore. Ho apprezzato quando nel 2003 mi telefonò personalmente per complimentarsi del nostro primo disco.
Ora sono deluso da tutto questo: perché questa indebita traduzione è il problema , perchè mi è sembrato di leggere le prediche da oratorio di Mc Frankie Di Gesù riguardo ai Truceklan, non a caso forse l’unica nuova realtà rap nazionale di dimensioni simili ai Dogo. Ho trovato triste l’ultimo capoverso in cui il nostro esalta il suo curriculum di alta moralità e impegno.
Penso che le vendite dei dischi, il riscontro di pubblico nei live, ma soprattutto il seguito “carnale” parlino più di quelle belle parole..
Non ho mai apprezzato il calcio e non me ne frega niente di fare squadre nè di fare lo “sborone” parlando dei sold-out e del fanatismo che insegue i Dogo facendone un fenomeno di costume quantomeno interessante. Noi non abbiamo la virtù e non vogliamo essere guide, ma posso assicurare al dubbioso Militant che sappiamo bene di cosa parliamo, che quello che facciamo è a nostro modo molto sociale, perchè rappresenta Realmente questa realtà e questa società, e nel bene e nel male, questi ragazzi. Se l’hip-hop è dare voce trasversalmente a tanti tipi di gente, i nostri concerti sono la prova che lo siamo.
Anche se abbiamo gli occhiali fashion e non rappiamo “piove governo ladro” con l’ipocrisia di molti.
Dopo il live nelle case circondariali per il terzo anno consecutivo, i Dogo parteciperanno a una campagna di sensibilizzazione dei giovanissimi alla prevenzione dell’HIV.
E se volete ci metteremo un’altra stellina..
Tratto dal Myspace ufficiale di Guè
Cosa ne pensate a riguardo?
Tags: dissing, Gue pequeno, Militan A
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19 commenti per “Guè Pequeno: risponde a Militant A (Assalti Frontali)/ Xl Vs Dogo”
bella gue!sei il migliore!dogo gang!
vergognati gue, sei un montato di merda, sciacquati la bocca quando parli di militabt a
sei un povero pirla ma povero povero.nn fumartela piu nn pippartela piu .smetti di girare col pusher zingaro personale.a cui regali la maglietta ufficiale dei club dogo.
smettila perche nn sei nessuno.i soldi contano per te e parlare di coca.be tu ne sei uno dei principali clienti.
e speriamo che la prossima volta coglione,ti riempiano di mazzate che ti riaggiusti la faccia tu e i tuoi sfigati da sert dei tuoi amici dogo
Mamma guarda…un coglione!
Mi basta solo la “coca è il fumo del 2000″ ti dò ragione…viene usata come fosse fumo da te e gli idioti cerebrolesi come te non a caso guarda le puttanate che spara il tuo mononeurone fulminato…
Bruciati…sprofondati in un mare di merda,coca e idiozia (non dò tutta la colpa alla coca,sono sicuro che una parte della vostra demenza è merito vs. ve lo concedo,è un talento naturale che il consumo di droga magari amplifica ,ma non è la causa….idioti si nasce e voi lo nasceste!LOL).
Poi c’è anche qualche spunto interessante nelle sue “analisi” ma sapendo che “l’analista” è roba da analisi…bè è come sentire Emilio Fede che pontifica sull’indipendenza dei media.
Doghi siete il prodotto perfetto per questa Italietta di teledementi….ribelli di plastica.
Militant A ( non mitant ) non ha ”dissato” pequeno il suo è un discorso ben più vasto, peccato che lo stronzo in questione pensi solo a difendere il suo universo dogo. Senza quindi impostare un discorso etico che è il nocciolo della questione. Se poi il rap per lui (ed è necessariamente così) è solo musica\prodotto commerciale allora l’etica effettivamente non conta. E la conseguenza logica del tutto è: guè pequeno spara puttanate di professione quindi Militant A farebbe bene a non rispondere . pequeno può andare avanti dissando all’infinito e con uno che dissa invece di impostare una discussione seria è inutile parlare. (il che gli sarebbe evidentemente impossibile vista l’inconsistenza intellettuale del coso, in quanto è un accumulo di nosense quindi non può rispondere in maniera seria)
con Mlitant A … sempre!
guè ha ragione …militant lo ha sputtanato sull’articolo e lui gli ha risposto con una canzone ….tutto qua …
su dj gruff a me pare che non abbia detto niente di male, solo che si veste da marcione perche non è vero?? se a me dovessero dire che mi vesto da marcione non mi offendo è la verita ….
Cari ascoltatori rap/hip-hop..ognuno nelle proprie canzoni scrive quello che ritiene più opportuno,tutte le tematiche a lui stesso appartenenti,che vanno e spaziano dall’amore all’odio,dal “giusto comportamento” al come dite voi “pippare la coca”,sempre se questo sia sbagliato.
Penso infatti che sia sbagliato solo da un punto di vista sociale ed etico,ma ricordiamoci che l’etica può variare da persona in persona ed avere tante sfaccettature,la società invece,non può cambiare,ed essa oggi è composta realmente e volendo anche sotto certi punti di vista sfortunatamente,come dice guè pequeno,da tutte le componenti quali:droga,sesso,malavita ecc…e i dogo non fanno altro che riportare tutto ciò nelle loro canzoni e lo rappano in modo eccellente con delle metriche perfette,quindi non si possono contestare e ricordiamoci che sono sempre i componenti delle “sacre scuole” e non cambiano.INDIPENDENTEMENTE DA UNA GIACCA GUCCI O UNA CAMICIA.saluti a guè,jake e joe.
ognuno dice cosa vuole nelle sue canzoni, non dobbiamo dimenticarci che stiamo parlando di musica, e la musica è arte, quindi militant a quanto guè pequeno, gli assalti quanto i dogo, sono artisti. non vedo il motivo di prendersela da parte di nessuno dei due. uno è libero di scrivere ciò che pensa sull’etica di un certo hip hop su un giornale nazionale, l’altro di fare i dissing nei suoi mixtape.
i ragazzini che ascoltano i dogo e che si sentono ribelli ma sono schiavi, io li ho visti anche ascoltare i 99 posse, gli stessi (non credo gli assalti frontali perché comunque sono meno conosciuti), quindi il problema non sono i dogo come non sono i 99 posse (che per quanto siano sempre stati espliciti sulle loro idee vengono tuttoggi ascoltati anche da persone discutibilissime) ma sono i ragazzini teste di cazzo. ciao
Il Rap di sicuro è nato parlando di strada.
Con Qst voglio dire ke gli unici ke hanno parlato di strada fino a ora sono i dogo (droga,botte,pistole,troie,denaro sporco,infami ecc.),mentre penso che militant e altri sfigati del giro sanno solo criticare senza vivere a pieno qst cose…..il vostro è rap comunista non rap da strada e non sapete un cazzo della vita veloce…..Militant hai mai impugnato una pistola???
I dogo puntano in alto…e tu ke non ce la fai sai solo criticare e rimarrai sempre un barbone…e poi piantala di difendere i finocchi…e non dire ke vuoi lasciar perdere la discussione aperta con guè,lo sai anke tu ke se continui te ne prendi tante…(abbasso i no global ke non è ke distruggendo i negozi di brava gente ke fate un dispetto ai potenti e sfruttatori)
caro vins dire che militant a e gli assalti non hanno vissuto la strada vuol dire non sapere proprio niente dell’hip hop italiano. leggiti “storie di assalti frontali.conflitti che producono banditi” e vediamo se hai ancora il coraggio di sparare queste cazzate
DAi guè l’anno prossimo altro che casa circondariale, ti vogliamo all Casa del Grande Fratello…sai che coppia con barbara durso?!?
ENCULET SEMO!
vins non ha senso ciò che dici in quanto l’hip hop sarà pure nato in strada, ma nelle vie del bronx, non in via anfossi a milano, quindi se volessi fare delle limitazioni a priori sull’hiphop (a mio parere davvero futili e infantili) dovresti prendere solo quello fatto da artisti del bronx…
poi davvero cerca di non sparare cazzate enormi descrivendo il movimento noglobal come “spaccare delle vetrine”, perché ci sono persone che dedicano tempo e denaro a questo movimento e si possono offendere non poco.
se sai qualcosa dell’hiphop allora impara a portare rispetto
secondo me sembra che vivete tutti con le bende sugli occhi!!tutto quello che cantano i dogo lo vedi per strada…loro lo raccontano…non dicono di farti di coca anche se ora come ora ci sono ragazzini di 12 anni nei parchetti alle 4 del pomeriggio a basare..e non è di certo la loro musica a spingerli a farlo!!se fosse così allora se dovessero mettere in una loro canzone “buttiamoci tutti da una finestra” nel giro di una settimana abbiamo centinaia e centinaia di morti buttati da una finestra?!?!?siete solamente prevenuti e con una mentalità chiusa!!!
[...] -, c’è. Lo dimostrano anche i recenti contrasti di cui si è occupata soprattutto la rivista XL (Club Dogo Vs. Militant A) ma di cui la schiera di ragazzini entrati nel giro a metà anni Zero ne sarà venuta per lo più a [...]
Seguo gli Assalti Frontali da una vita, sono di Roma e per me loro sono stati la genesi, la cazzo di vecchia scuola, e scusate, ma non c’è nessuna scuola come la vecchia scuola.
I Club Dogo, o al tempo Sacre Scuole con Dargen, sono sempre stati delle bestie. Bravissimi, poeti contemporanei, incastratori perfetti di rime, con contenuti ottimi che variano dalla street life, al politicamente impegnato passando per il puro cazzeggio.
Io RISPETTO i Club Dogo nonostante lo stravolgimento commerciale degli ultimi due album, li ascolto da sempre, MA, Guè Pequeno questa volta può solo starsene zitto.
Il semplice usare termini come “froci”, “troie”, “piglianculo” porta ovviamente a una classificazione e all’accensione di una sorta di odio verso questo “tipo di persone”. E Militant A ha la sacrosanta ragione quando scrive che determinate cose vanno denunciate, non vanno fomentate. E purtroppo lo stile “gangsta” dei Club Dogo – che anche a me personalmente piace – fomenta una cifra di ragazzini che sentendo loro che parlano di coca (per il semplice fatto che c’è, gira ed è una delle più grandi e macabre realtà attuali), armi ecc. vogliono farsi G pure loro. Perchè? Perchè so deboli, nati in una società che punta all’esaltazione del super e alla mortificazione della gente normale, e loro, essendo piccoli, deboli, poco seguiti, ecc ecc. si fomentano co ste cazzate.
Last but not Least: sciacquatevi la bocca quando parlate degli Assalti Frontali. Hanno quasi inventato l’underground hip hop italiano alla fine degli anni 80 con gli Onda Rossa Posse e sono diventati Assalti Frontali nel 1991. Loro la vita di strada se la sono fatta. Non sono figli di pubblicitari e filosofi. Militant A combatte dal 1991 e credo che abbia visto più cose lui che tutti i gruppetti che vanno tanto ora.
1Love.
Se state dalla parte di Militant A è perchè non vi siete ancora resi conto di come gira VERAMENTE il mondo..
I Dogo e i Truceklan (li cito poichè li ha citati Guè) raccontano veramente ciò che succede nelle strade ma purtroppo la gente che quelle cose non le vive non riesce a comprendere quanto i loro testi siano reali, quanto ciò che rappano rispecchi la realtà.. e questo è un MALE! Solo chi già è partecipe di quelle cose riesce ad apprezzare i loro testi.
Vorrei però dire una cosa contro Guè:
”la coca è il fumo del 2000”
Non puoi dire una cosa del genere, la coca è 50 volte più distruttiva del fumo, la coca dopo 3 mesi di utilizzo ti rovina come nemmeno 5 anni di marjiuana.
Detto questo saluto, sempre DOGOFiERO ^^
“la stragrande maggioranza dei miei amici/ascoltatori non conosca minimamente l’intervistatore”
…questo basta già a spiegare il tutto
fate due generi diversi.c’è chi suona per i 15enni e c’è chi si sforza a portare un messaggio più impegnato e non solo fine a sè stesso. Al di là di ciò che può piacere o no, bisogna avere rispetto per chi ha gettato le basi di una cultura e ha iniziato quando altri ancora non sapevano cosa fosse un centro sociale.se gue è il modello del rapper italiano (cosa che purtroppo è vera) vuol dire che nulla è servito..
@delirium
MillitantA suonava quando guè e il noyz andavano si e no alle medie; al limite è lui che può dare lezioni di vita