Double Deck esce per volere di Audioplate Records e 49Hertz, nuova mini-label con un forte, fortissimo, accento underground dichiarato.
Double Deck è voglia di arrivare al sodo, senza paura di mostrarsi in più vesti, purchè questo non abbassi il grado di credibilità. Tutto il disco rispecchia ovviamente età e status quo di Don Diegoh, il cui obiettivo è però fornire visuali disparate dello stesso soggetto. L’ispirazione, in questo senso, viene fornita da Claude Monet (pittore che dipinse la cattedrale di Rouen in diverse ore del giorno e della notte, sempre da un’angolazione diversa). Non troviamo dunque l’approccio di Don Diegoh al mondo esterno, ma una generazione da lui osservata che provvede a mettere a tempo tendenze, controtendenze, problematiche e sovrastrutture ideologiche. Un disco non è composto solo da basi e rime. A volte sono dei libri, spesso citati nelle tracce, a guidare il cammino; altre volte sono altri dischi. Viene spontaneo considerare la cassetta il simbolo per antonomasia delle recenti generazioni musicali. Sarebbe riduttivo contestualizzarla come un simbolo antesignano a quelli moderni. Sarebbe come prendere questo disco (che guarda caso non è una cassetta) e non constatare che non si pone in conflitto col nuovo, tutt’altro. Ci pensano produttori con grande conoscenza del classico a rendere il classico un “retrogusto” nel fleva dell’album: Macro Marco, Mr.Phil, Dj Argento, Zope, Syne, Fat Fat e ancora, Manueli, Mastrofabbro, Ford 78, Deal The Dyhlio forniscono tappeti che evolvono i legami ancestrali dell’Hip Hop con la Golden era, senza dare al disco una suono plasticoso o, al contrario, fin troppo retrò. Presi come dei “luoghi” in cui parlare, i beat vanno vita a testi che raccontano di altri posti e di ciò che succede in questi. Sono i luoghi ( popolati ovviamente da persone) di diverse città, prima su tutte Roma. Scrivere a Roma e di Roma da “non-Romano”, è un rischio. E’ giusto interpellare chi ne sa di più, come Manero il Turco di Gente De Borgata e Coez, membro dei Brokenspeakers: 2 crew, due gruppi, due famiglie, che raccontano il vero della capitale. All’appello dei featuring non poteva mancare Backo, rapper che ha inciso molto sul cammino di Don Diegoh. Su altre due tracce compare poi, ultima ma non ultima, Julia, splendida voce salentina, che da tempo infuoca le yard italiane e arricchisce con le sue doti e la sua esperienza molte produzioni black italiane ed europee.

Tracklist:
01) Take this 4.18
Prod. e mix. Macro Marco per Macro Beats.
02) In giro 3.35
Prod. e mix. Macro Marco per Macro Beats. Scratches: Tinto Brasko
03) Rewind 3.05
Prod. DJ Manueli per Menza Frequenza; scratches: Tinto Brasko
04) Crotone State Of Mind 5.11
Prod. Mr Phil per City Sound;
05) So di chi è feat. Backo 3.11
Prod. e mix Macro Marco per Macro Beats. Scratches: Tinto Brasko
06) Kyusho Killah 3.39
Prod. e mix. Mastrofabbro.
07) Double Deck 4.18
Prod. Marcozope; mix. Dj Argento @ Silverroomstudio
08) Heavy Mental 4.04
Prod. e mix. Deal The Dihlyo per Gatekeyz; scratches: Tinto Brasko
09) Altrove (feat. Julia) 4.17
Prod. Fat Fat Corfunk; mix. Rubo
10) Incubo ricorrente 3.42
Prod. e mix. Dj argento per Silverroom ; scratches & cuts: Dj Argento
11) Che Cambia? feat. Coez, Dj Argento, Manero il Turco 3.58
Prod. e mix Ford 78; scratches and cuts: DJ Argento
12) Vite Parallele 3.56
Prod.Dj Syne; scratches & cuts: Tinto Brasko
13) Chieditelo 4.21
Prod. Deal per Gatekeyz; scratches: Tinto Brasko.
14) FF. WW. 2.57
Prod. e mix. Mastrofabbro, scratches: Tinto Brasko.
15) Tango nel fango
Prod. Marcozope. Mix. Dj Argento.
16) Stazioni 3.51
Prod. e mix. Macro Marco per Macro Beats
Chorus: Julia
















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