Eccovi l’intervista realizzata a Posi inizialmente questa doveva essere una video intervista, ma per impegni legati all’artista ciò non è stato più possibile.

Posi si è comunque impegnata a rispondere alle nostre domande, troverete anche la domanda che riguarda il M.e.I. che come saprete è già terminato ma l’intervista si presenta molto interessante e certamente merita una vostra lettura!

D: Iniziamo questa video-intervista parlando del tuo nuovo album “I Like Posi” che segna il tuo ritorno sulla scena musicale, cosa è successo in questi anni? In quanto tempo è stato concepito l’album?

In questi anni trascorsi dall’uscita del mio precedente lavoro “Borderline”, esattamente 4 anni, ho viaggiato, vissuto, lavorato come dj in gran parte dei club italiani ed esteri, ed ho coltivato, giorno dopo giorno, la voglia e la volontà di produrre un nuovo disco, su nuovi presupposti.

Mi sono chiusa in studio per 2 anni interi, componendo, cambiando, rivoluzionando, pensando.

Ho scelto Mace come beatmaker, ma andando da lui in studio, la prima cosa che gli ho comunicato era la mia intenzione a non voler fare un disco prettamente hip-hop, ma un nuovo genere, che grazie ai miei viaggi, ed al lavoro in svariate tipologie di club, ho affinato sulla mia pelle. Volevo che questo disco uscisse con un sound diverso, e che la gente al primo ascolto potesse dire: “questa è Posi!”.

Il lavoro come deejay mi ha aiutato moltissimo, soprattutto nella comprensione delle persone, le loro reazioni, I loro comportamenti.

Volevo che ogni brano fosse un sussegguirsi di Bpm, completamente da ballare, dalla prima all’ultima canzone, riportando su queste sonorità anche temi più introspettivi, difficili, e d’impegno sociale.

Ogni brano porta con se una storia, e come ho amato fare da sempre, l’ironia è il très d’union tra pensioro e parola, la mia modalità di scrittura per gridare scomode verità.

E così ho fatto.

Il genere è un misto fra il rap, l’electro, la nu-school dance. E’ un genere finalmente mio.

Nato da tutta l’esperienza di anni. Un bagaglio personale e culturale, di vita vissuta, di donna maturata, che si è trasformato in musica.

Ne sono orgogliosissima.

E mi inorgoglisce ancora di più quando le persone riconosco questo album, come il primo tentativo italiano di portare una sonorità prettamente british, qui da noi, tra rap ed elettronica.

posi official shooting 09

D: Questo è un album che segna una tua svolta musicale, sei passata dall’hip hop a una musica più elettronica. Come mai hai deciso di cambiare genere?
Non ho cambiato genere. Sono gli altri ad averlo pensato. E lo credono tutti quelli che in realtà il disco non l’hanno sentito.

Ho permesso al mio stile di scrittura di evolversi in nuove forme. Mischiando a sonorità elettroniche, il beat in 4/4, con più sinth che charleston, ma poco cambia.

Il disco è uscito a Giugno, e tutti mi hanno additata come “traditrice”. Cazzate!

Il problema è sempre lo stesso: la facilità della parola, supera la capacità introspettiva di riflessione.

E serve un orecchio attento per comprendere una sfumatura musicale, che segna un nuovo genere, una nuova fusione tra electro e rap, che ora I puritani criticano, ma che si troveranno presto a fare. Ho solo anticipato I tempi ;-)

D: Di recente sei stata vittima di un episodio di omofobia, ti sei vista oscurare la pagina di facebook per delle segnalazioni inerenti i tuoi singoli “Voglio farmi la dj” e “lamette”. Per chi fa musica vedere i propri brani censurati è davvero brutto. Cosa ti senti di dire a chi reputa la tua musica “oscena”?

Ho scelto di fare una musica diretta, tagliente, pungente, che smuovesse animi e coscienze.

Come ho enunciato anche nel comunicato stampa che abbiamo diffuso dopo l’accaduto riguardante la censura di Facebook (te ne riporto di seguito una parte), ho scelto di parlare in modo forte e scomodo, nonostante le censure, I divieti radio e televisivi, nonostante prima delle interviste mi pregassero di non parlare di certi temi. Io l’ho sempre fatto. Sarei ipocrita nel non farlo, o peggio, farlo solo sotto I riflettori.

Io sono così. Dico quell che penso, ed ho la fortuna di avere un “megafono” in mano per farlo sapere a più persone.

Nella mia vita quotidiana vivo così, senza freni ed inibizioni.

Ecco perchè sto sul cazzo a molti e perchè fondamentalmente alcune persone non si soffermano sul significato più profondo di una canzone; farlo vorrebbe dire RIFLETTERE. Ed al giorno d’oggi in pochi lo sanno fare con umiltà.

“Le persone sono gioielli preziosi, ed ognuno ha facolta’ di condividere o meno concetti, l’importante e’ che nessuno neghi, a me, o a voi, la possibilita’ di parlare, pensare, decidere.

Ho scritto un brano come “Voglio farmi la dj”, che non riguarda il conteggio delle persone che vorrebbero venire a letto con me, bensi’ un’ironica provocazione nei confronti di una societa’ pseudo-bigotta rimasta all’era feudale.

Oppure “Lamette”, che non e’ un incitamento al suicidio, bensi’ l’esatto opposto. La ricerca della felicita’ a tutti i costi, un grido di speranza, ed il dissociarsi da quel che intorno sembra appassire.”

L’intera cronistoria è visionabile al link: www.posi.it/censured.html

D: Sei stata così invitata a partecipare all’evento che si terrà a Faenza al M.e.I. intitolato per l’appunto “Musica contro l’omofobia”, un evento molto importante per te per fare chiarezza e mettere in luce quello che accade oggi in Italia. Pensi che ormai non si è più liberi di esprimere, nel tuo caso attraverso la musica, ciò che si vuole?

Il fatto è questo. Puoi decidere di fare una musica ed un testo particolare, e poi vedertelo modificato quà e là dal mister X della discografia, a favore di passaggi radio e televisione, più facili. Oppure puoi scegliere di lasciare I tuoi testi intatti, così come sono nati, e correre il rischio di non essere trasmessi.

Il problema principale non è la libertà di dire quello che si vuole, ma sono le mafie musicali ad innalzarsi ad un livello quasi evangelico di sentirsi autorizzate a bandire o meno un concetto. Questo è l’assurdo. La musica è in decadimento a causa non degli artisti o musicisti, ma bensì di chi la musica poi la dovrebbe commercializzare, ed invece che promuoverla, la censura.

In tutti questi anni, di proposte, richieste, contratti etc. ho capito che non è il marchio che apponi al cd che ti fa vendere copie, ma è la gente che ti sostiene.

La gente che ti ascolta, ti impara a conoscere più di te stessa.

E con loro non puoi mentire, perchè li tradiresti.

Loro possono sostenerti o distruggerti.
Il successo di un’artista o di un disco non sono le copie vendute, ma quanto la gente ti ricorda, ed in che modo lo fa.

posi official shooting 09

D: In questo periodo sei stata molto impegnata con il tuo tour esibendoti in tutta Italia. Come ha risposto il pubblico? C’è stata una partecipazione massiccia?

il Tour e’ iniziato a ridosso dell’uscita dell’album. Una cosa insolita, perche’ solitamente I promoter attendono un paio di mesi prima di organizzare concerti, sperando nell’effetto “richiamo” dovuto all’uscita appunto di un disco.

Siamo partite immediatamente con il Tour, perche’ la richiesta e’ stata molto alta (purtroppo ritrovandoci a rifiutare anche delle date), accelerando quindi tutta l’organizzazione e la struttura dei singoli concerti e catapultandoci in quella realta’ che dopo mesi, anni, di lavoro in studio per la stesura dei brani, risulta essere un’incognita, perche’ non riesci ad immaginarti l’afflusso delle persone a che livello possa arrivare. Il live e’ il momento migliore per “testare” il proprio operato, e’ la famosa “prova del 9″.Che dire, da quando e’ uscito l’album, a fine Giugno, non ci siamo mai fermate, evolvendo di volta in volta il live che portiamo in Tour e contiamo di poter continuare sempre di piu’, un’esperienza live intensa come questa, capace di ri-ossigenare sia fisicamente che psicologicamente.

Non ti nego che prima di arrivare ad ogni tappa del Tour ci si interroga sull’affluenza, di persone, ed ogni sera e’ una piacevole visione vedere I club super affollati ed assetati della mia musica!

Ho studiato il concerto in modo che potesse essere un tripudio di Bpm inarrestabili, unendo all’aspetto live anche il dj set con l’utilizzo di tutte le mie strumentazioni, in modo da ricreare e remixare realtime tutte le produzioni.
D: Sei soddisfatta del risultato ottenuto con “I Like Posi”?
Nella vita ho imparato ad essere entusiasta del 10%, in modo da essere ancora più felice del 100%.

Questo disco è stata un vittoria, porta con se tantissimi retroscena che spiegarli ad uno ad uno sarebbe impossibile. Voglio solo far sapere a tutti quelli che credono in qualcosa, in un sogno, in un’ambizione, in una passione, che per questo lavoro ci sono state infinite persone che hanno ostacolato, cercato di rovinare e distruggere, quello che ora è il disco più vero di tutta la mia carriera. Abbiamo resistito a pressioni mentali e fisiche che non auguro a nessuno. Come amo dire sovente, affinchè possa essere da esempio a tutti, ho rinunciato a contratti milionari con major, perchè avrebbero snaturato il concept e la forma di “I like Posi”, prediligendo una strada da indipendente, formando insieme ad una grande amica e fotografa J.b.Brown la nostra indie art label “electronoplectro”, grazie alla quale abbiamo fatto uscire il disco, investendoci tutti I riparmi di una vita. E rimanendo certi giorni, senza veramente 1 euro in tasca. Ma quando si dice che la passione ripaga di tutto, bhè, mai come questo anno te lo posso confermare!

Ciò che mi fa sorridere è che ancora oggi ci sono persone che credono che il mio album sia stata una mossa studiata a tavolino per guadagnare chissà quail soldi.

Bhè, io voglio solo dirti che il contratto discografico che mi offriva di meno, mi garantiva 40.000 Euro all’anno, tra royalties, siae, etc.

Ed io l’ho rifiutato.

Per coerenza con me stessa, e per la sete di verità, che in questo paese pare essere un’utopia.

E per chi crede che la mia scelta sia stata una scelta da “paracula”, voglio dire a quei signori che vivo ancora pagando I debiti che altre persone hanno lasciato alle spalle, per loro negligenze, e che l’unica ricchezza ottenuta è quella morale, di una donna che ha sudato, e sofferto, per questo disco, e che grazie a questo disco si sente migliore di quell ache era anni fa.

posi official shooting 09

D: Sei già al lavoro su nuovi progetti o sui video dei prossimi singoli?
Si, è un continuo “work in progress”. Non ci si ferma mai, sono già al lavoro sul nuovo disco, ma comunque sarà un progetto che vedrà la luce la prossima estate.

Per il momento, nonostante I molti progetti futuri, siamo ben concentrate su questo lavoro, che continua a darci grandi soddisfazioni, che finalmente ripagano di tanti sacrifici e privazioni.

D: Siamo giunti alla conclusione di questa video-intervista. Come di consueto ti lasciamo uno spazio libero per mandare un messaggio ai lettori o parlare di qualche argomento che ti sta a cuore e che non è stato toccato dall’intervista.

Credete sempre in qualcosa. Non è vero che I potenti sono più potenti. Non è vero che non c’è spazio per noi. Io mi sono ritagliata con le unghie una piccola “zona ovattata” nella quale produrre e sviluppare le mie idee. Credete sempre in qualcosa. Non per raggiungere chissà quale fama, ma per sentirsi vivi. E siate coerenti, perchè l’incoerenza è la prima nemica che si rivolta contro nel tempo. L’improtante è come dormi la notte. Grazie ai dolori ed ai sacrifici, ho imparato ad allontanare le persone parassite che sono ruotate attorno a questo disco, ed alla mia carriera musicale, in generale. Restando forse un pò più sola, ma più felice.

D: Ti ringraziamo per la collaborazione e ti porgiamo i nostri più sinceri auguri per il tuo nuovo album!

Grazie a voi, e lunga vita ad Only Hip Hop…

Vi lascio tutti I recapiti dove trovare info sul disco:

www.posi.itwww.myspace.com/poskeewww.facebook.com/posiofficialpage

www.electronoplectro.com

1,202 letture