Intervista a Pensie

Inserita da il 05 gen 2012

 

L’artista genovese Pensie torna con il secondo volume della Serie U.F.O, questa volta ribattezzato “Unlimited flow originator”. Alla prima edizione del mixtape, che aveva l’acronimo di “Underground future object” avevano preso parte artisti come Rayden dei Onemic, Montenero, Fat Fat Corfunk e tanti altri. Nel nuovo lavoro, scaricabile gratuitamente dal sito www.pensie.it troviamo 12 tracce su strumentali di Araab Muzik fatta eccezione per un pezzo prodotto da Big Joe (Killasoul) le featuring sono di Albe Ok, Fat Fat Corfunk, Gabba, Kbc, Montenero, Outrack, Nunzio Streetchild e Uzi Junker. Un prodotto mixato da dj Kamo che lancia sulla scena anche il nuovo marchio Dream Slang records, street label guidata dallo stesso Pensie che nei prossimi mesi lancerà nuovi prodotti e artisti hip hop.


Pensie come nasce l’idea di fare un mixtape ispirato agli Ufo?

In realtà di ispirato agli U.F.O. c’è solo il nome, le tracce parlano ovviamente di tutt’altro, anche se i riferimenti ad alieni, spazio e stelle esistono sia nel primo volume che nel secondo. Sono infatti un grandissimo appassionato di ufologia fin dall’infanzia quindi il titolo non è buttato lì a caso.

Come sono state scelte le collaborazioni?
Con alcuni ho collaborato anche in passato e c’è ormai un rapporto di amicizia. Ma il criterio di scelta, per tutte le featuring, è sempre quello della qualità, della mia stima verso la loro musica e viceversa.

Dopo il tuo primo album interamente prodotto da FatFatCorfunk ti sei poi spostato ai mixtape, questo è il tuo terzo consecutivo, cosa progetti adesso?
Sono già al lavoro su roba nuova e credo che già con la primavera potrei essere fuori con l’ennesimo prodotto.

L’hip hop sta vivendo una nuova Golden Age?
Assolutamente sì. Anzi, a mio avviso un periodo del genere la musica rap non lo ha mai vissuto. Neanche ai tempi degli Articolo 31, Sottotono, Neffa ecc. ecc. la visibilità di questo movimento era così ampia.

La scena italiana sembra sovrappopolata, ogni giorno c’è un prodotto nuovo e emergere è sempre più difficile perché aumenta la concorrenza, cosa ne pensi?
Sono d’accordo. Ma più che di concorrenza parlerei di confusione. Con l’avvento dei social network sembrava potesse avere la meglio il fattore meritocratico e democratico della questione, ma la realtà è che c’è ancora troppa ignoranza su quello che è il “buon rap” e la Cultura Hip Hop. Troviamo così ogni giorno la vera passione sullo stesso piano della merda.

In cosa consiste il progetto Dream Slang Records?
Dream Slang Records è un marchio che rappresenta la via di mezzo tra una label e una crew. Non può essere considerata etichetta discografica in quanto io non cago soldi, ma i mezzi che io e il mio staff mettiamo a disposizione la pongono un gradino di professionalità superiore a quello che può essere un semplice gruppo di amici che decidono di collaborare. L’idea è quella di promuovere nuovi artisti sotto il classico motto “l’unione fa la forza”, senza tralasciare il lato umano degli stessi.

La scena genovese vive un periodo molto prolifico, cosa ti aspetti per il 2012?
Genova è ormai una realtà a tutti gli effetti. Credo che con maggiore unione tra gli artisti che la compongono, questa scena possa dire (sempre più) la sua a livello nazionale.

Infine uno spazio libero:
Innanzitutto ringrazio onlyhiphop.org per l’intervista e invito i lettori a fare un salto sul sito www.pensie.it per scaricare gratuitamente tutto il mio materiale e di tenere d’occhio il sito www.dreamslang.com per le nuove uscite del marchio.

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