Intervista a Mendosa

Inserita da il 05 ott 2011

ONLYHIPHOP.org è lieta di annunciarvi un’intervista esclusiva al rapper Mendosa. L’artista ha risposto ad alcune domande per quanto riguarda il suo nuovo lavoro. Buona lettura!!

1) “Parole & fatti” arriva due anni dopo “Senso di presagio” (Vibrarecords). Come è nato questo album e quali sono le differenze principali col tuo precedente lavoro, in coppia con Naghe?
“Parole & fatti” innanzitutto è la continuazione di “Senso di presagio” anzi, per quel che mi riguarda, è l’evoluzione di tematiche, metriche, sonorità e maturità artistica. Senza nulla togliere a quel disco, chiaramente, che a mio parere spacca. Questo è il mio primo album “ufficiale” da solista e di conseguenza ho potuto osare un po’ di più riguardo i miei gusti musicali, ovvero “l’Hip Hop che strizza l’occhio al reggae”! E strizza che ti ristrizza sono nate collaborazioni importanti, come quelle con General Levy, Skarra Mucci, Easy One, Bubu e La Vale. Le differenze quindi sono sostanziali. Per quanto riguarda le sonorità abbiamo voluto interfacciare campioni classici con strumenti veri, suonati da musicisti con la M maiuscola (Matteo Merighi, Fabio D’Urso e Paolo Martina). Parlo al plurale perché la maggior parte del lavoro è stato diretto, prodotto e mixato da YeaSound Studio, composto da Mirko De Fraia e Cristian Michelini: i miei fra’, le persone che hanno messo a disposizione il proprio studio e per un anno si sono dedicate insieme a me a questo progetto; il tutto in un clima di pace e amore, che vi assicuro di ‘sti tempi e da ‘ste parti non si trova facilmente!

2) A proposito della tua collaborazione con YeaSound e al tocco giamaicano che hanno dato al tuo rap: qual è il tuo rapporto col reggae?
Ho sempre avuto la vibra dentro di me. Già nel ‘90, quando ho mosso i miei primi passi nell’Hip Hop, mi capitava di ascoltare Vito War in cameretta e ricordo che quel levare mi dava varie emozioni. I primi ritornelli, con la mia prima crew ‘Animali da Falò’, avevano già melodie tendenti al reggae. Ho addirittura portato i dread per sei anni e ascoltavo Krs one, Mad Lion, i Raggasonic, Busta Rhymes… insomma quegli MC che oltre a “metricare” flow già strillavano e facevano extrabeats da togliere il fiato. Il mio carattere musicale ha sempre avuto due sfaccettature, tanto che il mio primo EP l’ho intitolato “Angeli & diavoli”, molto prima che uscisse il libro: ma non denuncerò Brown per questo! A parte gli scherzi, vedo il reggae nella forma dell’angelo e il rap nelle sembianze del diavolo: uniti danno equilibrio al mio stile.

3) Nello specifico qual è la musica con cui ti sei formato? Ci sono degli artisti che puoi definire dei punti di riferimento?
Beh, chiaramente Public Enemy, Bdp, Wu-Tang Clan, M.O.P., Mos Def, Mobb Deep, A Tribe Called Quest, Naughty by Nature e Cypress Hill. Oltre a tanti altri. Diciamo che i miei erano tempi dove il rap te lo dovevi andare a cercare, non c’era né internet né tutti questi social network di conseguenza era tutto molto più difficile ma meno contaminato. Si imparava da veri maestri e le scuole erano più consolidate!

4) Come molti altri rapper venuti alla ribalta in questi anni ti sei formato a Rho. Com’è la scena Hip Hop da quelle parti?
Io sono di Arese ma la scuola è appunto la stessa. Che dire? Qui di MC ce ne sono! MC coi controcazzi, se mi concedete il termine. Ritengo sia una delle scuole più devote all’Hip Hop che ci sia in giro, rap classico con ‘bumbap’ che ti rendono impossibile stare fermo. Inoltre da quanto vedo e ascolto in giro si stanno formando tante nuove leve interessanti.

5) Ho letto che sei stato ospite ad Harlem negli studi di Doug E. Fresh: ci racconti questa esperienza?
Qualche anno fa ho vinto un concorso di rap a cappella, promosso da una nota marca di scarpe e abbigliamento sportivo. Il primo premio consisteva in una settimana a Manhattan ospite da Doug E. Fresh nel suo studio. Ho vinto e sono andato. Beh, è stata un’esperienza indimenticabile perché ho avuto il piacere di conoscere anche Joss Stone ed Erykah Badu e perché, ragá, Doug E. Fresh è una leggenda! Sono anche stato suo ospite durante un live all’Apollo di Harlem dove ho avuto il piacere di conoscere addirittura Magic Johnson. La serata è finita a fare freestyle nel backstage con un po’ di rapper giovani prodotti proprio da Doug e la fotta fu molta! Tornato da questa incredibile esperienza e carico di energia mi sono rimboccato le maniche e ho cominciato a dare vita a vari progetti.

6) Tornando al tuo album, ci spieghi il titolo “Parole & fatti” e la sua relazione con i testi dei tuoi rap?
L’album tratta tematiche varie ed attuali, quali la mancanza d’amore che ci sta portando allo sfacelo, la tecnologia che aggrada la nostra pigrizia, la musica che come una donna va elogiata e non sporcata, il rispetto, i disastri ambientali che danno segni evidenti. Insomma, cose serie, ma trattate con quella leggerezza diretta e comprensibile a tutti. Questo è “Parole & fatti”. Questo sono io, che, dal basso dei miei 37 anni, racconto e mi racconto attraverso quello che più so fare.  Quindi che dire… nulla… “solo ascoltare”.

Commenta con la tua opinione!



Se hai dimenticato la tua password usa il recupero password.

×