D: I Cor Veleno torneranno a gennaio con “Buona Pace”, come nasce questo nome?
R: L’idea è quella di portare letteralmente l’intero progetto Cor Veleno oltre il muro del suono. Sentivamo l’esigenza di un disco diverso da quelli che rappresentano il panorama musicale italiano. Attraverso il rap lo abbiamo fatto.

Il titolo del disco ha una doppia chiave di lettura: da un lato la “Buona Pace” di chi fa sempre polemica sterile verso qualsiasi sintomo di emancipazione, dall’altra la “Pace Armata” (che tra l’altro è anche il titolo dell’e.p. che precederà l’uscita del disco di un paio di settimane); la pace che non si traduce MAI nella fine dei conflitti, ma bensì nei sorrisi di rame e della resa incondizionata da parte di noi tutti alle logiche perenni del sistema. In questo, abbiamo avuto tantissimo aiuto dalle sonorità “anarchiche” e visionarie che Squarta e il nostro team di produzione hanno saputo disegnare per il disco.

D: Da quanti brani sarà composto l’album? E’ possibile avere qualche anticipazione sulle collaborazioni?
R: L’album “Buona Pace” ha un’unicità anche nell’ idea stessa di come è stato concepito. Oltre la solita forma di tot brani a disco. E’ forse il primo caso di OPEN ALBUM, cioè di disco aperto. Viviamo un’epoca dove le pretese “formule” dei colletti bianchi hanno più o meno fallito su tutta la linea. C’è crisi nel mercato discografico si, ma a ben guardare è assai difficile non accettare il fatto che la cosiddetta “crisi” è globale ed è penetrata ben più affondo. Nell’anima di ognuno di noi, aldilà del sesso o dell’età. Ciascuno parla dal suo pulpito, il che fa molto clima da fine dei tempi.Scherzi a parte.

Tornando all’album, sentivamo il bisogno di accantonare temporaneamente i featuring, allo scopo di offrire una versione inedita dei Cor Veleno.

D: Tra quando sarà rilasciato il secondo singolo? Avete già indentificato il brano che seguirà “Falso”?
R: Sul secondo singolo teniamo il più stretto riserbo. Probabilmente non ne uscirà solo uno.

D: Che album dovranno aspettarsi i fan? Sarà differente dai precedenti lavori?
R: Assolutamente. “Buona Pace” è l’evoluzione di un percorso controcorrente iniziato nel 2001 con “Rock’n’roll”. Anzi,è forse il disco che più gli somiglia.

D: A che punto è l’album al momento? E’ già stato mixato?
R: Il disco è pronto, mixato, lavato e vestito ed ha un suono m-a-i s-e-n-t-i-t-o: Squarta, come dicevamo ha creato un telaio di suoni ed emozioni dove è stato inevitabile non mettere dentro tutto noi stessi.

D: In questi anni avete girato tutta l’Italia esibendovi in numerose città. Che emozioni vi hanno trasmesso queste città? Ne avete una preferita?
R: Le città che abbiamo visto in questi anni sono molto diverse da quelle stereotipate che i media ci offrono. Siamo stati “ a casa” al nord come al sud. Ogni persona che abbiamo avuto la fortuna di incontrare e con la quale abbiamo collaborato ci ha offerto il suo cuore e questo è qualcosa di unico. Sensazioni che poche cose, oltre la musica, ti riescono a dare.

Sia per chi sta sul palco che per chi macina chilometri in qualsiasi condizione ambientale avversa solo per trasmetterti il proprio amore.

D: Ed ora in conclusione il consueto spazio libero che potete utilizzare per parlare di ciò che volete e/o per mandare un messaggio a chi sta leggendo questa intervista.
Ascoltate “Buona Pace”, masterizzate “Buona Pace”,  se volete compratelo. Niente di quello che avete sentito prima ha a che fare con questo disco. E’ un album che per come è stato dipinto ha dentro tutte le sfumature di ognuno di noi ed ognuno di voi. Nessuno escluso.

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