TOLGO LA MASCHERA E VI RACCONTO QUALCOSA DI ME… Partiamo dal futuro… …un grosso punto di domanda. Di certezze non ne ho, il futuro mi fa paura, è un grosso buco nero che prima o poi inghiottirà pure me. Quel che spero è che nel mio futuro ci siano le uniche certezze del mio presente: la Tabbacchi Family, la mia donna, i miei genitori, mia sorella e la sua nuova famiglia e sopprattuto la Musica. Il presente… All’anagrafe sono Francesco Pietro Ruvio ma mi piace farmi chiamare Diacca in onore della musica che faccio: Diacca sta per due “h” e quindi per hip hop. Prendere il suo nome è un modo per essere lei, come quando ad un bimbo si dà il nome del nonno sperando che da grande gli somigli. Proprio per questo motivo tengo al nome Diacca come tengo al mio secondo nome Pietro. E’ il gennaio del 2009 ed è appena uscito il mio primo lavoro: Musica Veleno. La musica rende vivi e il veleno uccide, è come la contrapposizione tra l’amore che guarisce ogni male e l’odio che logora una persona dentro. Il titolo del disco gioca su questa contrapposizione tra il bene che potrebbe fare ed il male che fa, tra il bene che fa ed il male che potrebbe fare,a me come a chiunque,la musica, perchè la musica non è solo musica ma è cura e malattia,è medicina e veleno. L’album è nato dalla collaborazione con Jack the Smoker, produttore, esecutore di tutte e 16 le basi e rapper in due canzoni. Al microfono si son avvicendati anche Syto, amico e socio, Rayden dei One mic, Asher Kuno e Bat One, Nasty G. , Piè della Biohazard Gang e Cecjlia. Queste poche righe, fredde, dal sapore duro e meccanico, sono la realizzazione di un sogno: ho portato a termine un progetto tutto mio, ho collaborato con queste persone, con la mia voce ho legato 16 tracce per formare un album, ci ho buttato dentro tempo, soldi, fatica, dolore, passione, amore.. Ma ce l’ho fatta. Il passato… Prima di questo disco ci sono state un paio di collaborazioni con la Biohazard Gang, una con con The Wave Cut, ci sono stati dei live, c’è stata la fondazione della DS CREW (il nome prende le iniziali di Diacca e Syto, ovvero i due fondatori, nonostante poi sia entrato a far parte della crew anche Flubber) dalla quale sono nati pezzi senza una precisa collocazione nella scena hip hop, rappati, messi su myspace, cantati nei live… ma pezzi mai arrivati fino in fondo. Ci sono poi le tracce nate prima da solista: sono state partorite dalla mia testa, sono state cullate da basi fatte in casa con programmi musicali decisamente poco professionali, hanno cominciato a parlare con un microfono della Creative (quelli da 5 euro) e una volta in piedi si son messe a camminare da sole su My Space… A vivere così, senza solide basi, prima o poi si smarrisce la strada e infatti anche queste mie prime figliocce si sono perse nei meandri della rete, avvistate di tanto in tanto dalle poche orecchie che le hanno potute apprezzare. Scrivere è la mia passione, da sempre i miei pensieri hanno cercato di evadere dalla prigione della mia mente attraverso la penna, ma presto, a 15 anni più o meno, mi sono reso conto che le ali della loro libertà potevano essere solo la rima e il Rap. Non sono uno di quelli che pensano che per rappare bisogna rivendicare la zona da cui si viene o il ghetto in cui si vive, e non mi inserisco nemmeno fra quelli che ritengono necessario elencare i propri drammi esistenziali per giustificare il fatto di fare rap. Penso che l’hip hop è musica e in quanto tale di e per tutti quelli che la amano. Sicuramente chi fa questo tipo di musica molto bene non sta. Sicuramente molto bene non sto, ma trovo banale scriverlo in una biografia, credo sia molto più interessante rintracciare i segni della mia insanità nei miei testi. Infine l’inizio: 15/10/1985. Da li è partita la mia vita. Tutto il resto lo scoprirete ascoltando le mie canzoni. …ED ORA POSSO RIMETTERMI LA MASCHERA.


[...] Per avere maggiori informazioni su Diacca leggete la sua biografia presente su questo portale a questo indirizzo. [...]